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Bilancio Brasile 2014

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Bilancio Brasile 2014

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Il presidente della Fifa, Joseph Blatter ha dichiarato:
“Dov‘è tutto questo malessere sociale di cui si è parlato? No, devo complimentarmi, e l’ho già detto, devo complimentarmi con la gente del Brasile. (In portoghese) Il popolo brasiliano, mi complimento con il popolo brasiliano”.

I brasiliani probabilmente non c’entrano nulla con i complimenti di Blatter, fatti dopo la finale della Coppa del mondo 2014, come del resto sembrano confermare le manifestazioni all’esterno dell’edificio dove si è tenuta la conferenza stampa.

Di certo, i disordini annunciati da Blatter qualche mese prima, che sarebbero dovuti esplodere all’inizio del Mondiali e che tanto terrorizzavano organizzatori e autorità, non si sono verificati.

Molti i sudori freddi alla vigilia di questo evento globale. Gli stadi non erano pronti e anche quando tutto sembrava essere terminato per accogliere i turisti, si temeva per colpa dell’atmosfera sociale e dell’aumento dei prezzi, non si sarebbe presentato nessuno.

In realtà il Brasile ha superato la prova. Dieci milioni di passeggeri hanno circolato nei 20 principali aeroporti brasiliani. In un mese, più di 692mila turisti di 203 nazionalità differenti, sono entrati nel paese, superando del 132% l’afflusso nello stesso periodo nel 2013.
Molto piú di Sudafrica 2010. Gli hotel a Rio hanno registrato un tasso di presenze del 100%.

Bilancio piuttosto positivo dunque dal punto di vista turistico. Ma, di questa Coppa del mondo fanno parte anche i lavoratori morti sul cantiere, la gente fatta evacuare e il crollo del viadotto che ha provocato la morte di due persone, proprio a causa dei ritardi e della fretta nella costruzione delle infrastrutture

Lo stato del clima sociale si è calmato strada facendo e a detta di molti proprio a causa di un sistema di sicurezza a volte eccessivo.
Sono stati mobilitati un totale di 100mila poliziotti e 50mila militari in tutto il paese. Uno spiegamento di forze del valore di circa 1,9 miliardi di réis ($ 855 milioni). Questo per garantire la sicurezza di turisti e capi di stato, ma una volta finito, è la strada che ha fatto nuovamente valere i suoi diritti.