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Israele: rilasciato il ragazzino malmenato, arrestati presunti assassini di suo cugino

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Israele: rilasciato il ragazzino malmenato, arrestati presunti assassini di suo cugino

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Ancora intimidito, braccato dalle telecamere, il quindicenne palestinese-americano malmenato, a quanto pare dalla polizia israeliana, è stato rilasciato. Ma dovrà restare in casa fino alla ripartenza per la Florida, tra dieci giorni. È il cugino del sedicenne bruciato vivo per rappresaglia, vive negli States, è in visita a dei parenti in questi giorni e forse partecipava alle proteste dopo il funerale di suo cugino. Lui non può nemmeno esser sicuro di chi lo abbia aggredito:

“Penso che sia stata la polizia… Stavo guardando un gruppo di persone e sono arrivati dal lato, mi hanno preso dal fianco”. La diplomazia aveva protestato per il pestaggio del suo cittadino e preteso un’inchiesta rapida e trasparente.

Il presidente uscente, Shimon Peres, ha battuto sullo stesso tasto, quello della trasparenza:

“Nulla dovrà essere coperto, dobbiamo scoprire tutte le persone che hanno agito in modo criminale contro qualcuno. Che hanno ucciso, o rapito, o torturato. E su questo non si dovranno fare compromessi”.

Si riferiva al pestaggio del ragazzino, ma più ancora all’assassinio di suo cugino, bruciato vivo, pare, per rappresaglia dopo l’assissinio di tre giovani ebrei. Gli inquirenti israeliani hanno fermato sei persone, per questo delitto che sarebbe maturato in ambienti nazionalisti. Sviluppi anche nell’altra inchiesta: fermato un presunto complice nel sequestro ed omicidio, avvenuto a metà giugno, dei tre giovani ebrei.