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Il Kurdistan iracheno verso l'autodeterminazione

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Il Kurdistan iracheno verso l'autodeterminazione

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Il kurdistan iracheno muove un ulteriore passo verso la piena autonomia da Baghdad, nel bel mezzo della crisi innescata dai miliziani sunniti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante.

A incoraggiare le spinte indipendentiste sono proprio le difficoltà del governo centrale. “Noi curdi chiediamo la formazione di uno stato curdo indipendente. E siamo pronti a sacrificare le nostre vite per questo”, afferma un manifestante.

Il presidente del governo regionale, Massoud Barzani, ha chiesto ai deputati di fare i passi necessari per indire un referendum sull’indipendenza del Kurdistan. Al tempo stesso, a Washington, una delegazione di diplomatici curdi sta sondando il terreno con l’amministrazione Obama. La Casa Bianca resta però contraria, nel timore di creare un precedente pericoloso, in un Paese diviso come l’Iraq.

Rivolgendosi al Parlamento regionale, Barzani ha dichiarato: “Voglio incoraggiarvi a indire un referendum sull’autodeterminazione. Saremo in una posizione migliore e avremo una freccia in più al nostro arco. E’ tempo che decidiamo del nostro futuro, senza più aspettare che altri decidano al posto nostro”.

La richiesta di Barzani si appoggia anche sul fatto che il Kurdistan ha sempre mantenuto un proprio esercito, quello dei Peshmerga, nelle cui file sono ora ammesse anche le donne. Questo gruppo di elite si sta addestrando per combattere contro i miliziani sunniti. “Forse gli uomini sono più abituati alla guerra, ma io credo di essere più preparata di loro – dice questa soldatessa – sono pronta per affrontare l’Isis in prima linea, combattendo a viso aperto”.

E’ grazie ai Peshmerga che i curdi hanno preso il controllo di Kirkuk, una città che ora non hanno alcuna intenzione di riconsegnare all’esercito del premier sciita Nouri al Maliki. Quest’ultimo punta a un nuovo mandato, ma a Baghdad il Parlamento appare incapace anche di eleggere i propri rappresentanti.

L’appello all’unità lanciato dall’ayatollah Ali al Sistani, massima autorità sciita in Iraq, è caduto nel vuoto.