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Assassinio di un giovane palestinese. Forse una ritorsione

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Assassinio di un giovane palestinese. Forse una ritorsione

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Poche ore dopo la conclusione, a Gerusalemme, della cerimonia funebre per i tre giovani israeliani rapiti e uccisi in Cisgiordania, un ragazzo palestinese veniva a sua volta rapito e ucciso.

Il suo corpo è stato ritrovato nel bosco che si trova nella parte ebraica della città Santa.

Mohammed Abu Khdeir aveva 17 anni.

La polizia israeliana non esclude che si tratti di una ritorsione per l’assassinio dei tre giovani. Una telecamera di sorveglianza avrebbe ripreso il giovane mentre veniva fatto salire a forza su un’auto.

Al diffondersi della notizia, incidenti tra polizia e
dimostranti palestinesi si sono verificati a Shufat, villaggio di origine della vittima, a Beit Hanina e a Gerusalemme est. Il bilancio sarebbe di tre feriti fra i manifestanti.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu attribuisce la morte dei tre giovani ad Hamas:

“Prima di tutto dobbiamo ritrovare gli assassini e quelli che hanno partecipato al rapimento dei nostri giovani – ha detto il premier Benjamin Netanyhau – Chiunque sia coinvolto ne pagherà le conseguenze. Dovunque si nascondano, non ci fermeremo finché non li avremo scovati tutti, fino all’ultimo”.

Da una ventina di giorni le forze israeliane portano avanti perquisizioni nella zona di Hebron e in tutta la Cisgiordania alla ricerca dei colpevoli.

Nel corso dei rastrellamenti un ragazzo palestinese è stato ucciso dai soldati. Mentre continua il botta e risposta di raid aerei e lancio di razzi dalla striscia di Gaza.