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Iraq, governo: non c'è l'accordo

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Iraq, governo: non c'è l'accordo

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Al parlamento di Baghdad i deputati iracheni non sono riusciti a mettersi d’accordo per formare un nuovo governo di unità nazionale.

L’obiettivo è quello di evitare la disgregazione del paese, sottoposto alla spinta militare dei sunniti dell’esercito dell’Emirato islamico dell’Iraq e del Levante.

Secondo l’Onu nel mese di giugno la guerra ha provocato 2400 morti, il bilancio più grave dalla fine del conflitto interconfessionale fra sciiti e sunniti, nel 2007.

I peshmerga curdi si stanno impegnando a fondo per respingere i miliziani dell’Isis. Sostengono di aver ripreso Kirkuk, ma forse, una volta finita la fase di crisi, pretenderanno un vero stato, e non semplicemente l’autonomia di cui godono dalla fine della Seconda guerra del golfo.

La preoccupazione internazionale è sempre più evidente. L’Iran, gli Stati uniti, la Russia hanno inviato o stanno inviando mezzi e forniture militari. Addirittura l’Arabia saudita, che ha tutto l’interesse di scardinare il potere sciita a Baghdad, starebbe mandando aiuti ai civili sunniti attraverso il canale delle Nazioni unite.