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Il biochip per la qualità dell'acqua

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Il biochip per la qualità dell'acqua

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Pierre Assémat, euronews :
“Circa cento milioni di europei non hanno accesso a un’acqua sicura ed affidabile. Lo sviluppo di test efficaci è essenziale. Come si possono controllare e prevenire le malattie legate all’acqua inadatta al consumo? Una parte della risposta potrebbe venire dal Baltico”.

Nella baia di Kiel, nella Germania settentrionale, Ulrich e Erik sono impegnati nella raccolta di campioni di acqua del mar Baltico. Lavorano entrambi per un progetto di ricerca europeo che mira a mettere a punto test universali per l’acqua. Il controllo della qualità è importante per la salute pubblica, non soltanto per quella degli essere umani.

Ulrich Breitenbach, biologo marino, MariLim:
“In estate, soprattutto nei laghi, può verificarsi un aumento dell’inquinamento. Ad esempio possono comparire cianobatteri, che producono diverse tossine. E’ possibile quindi che per questo gli animali che si abbeverano al lago abbiano problemi di salute”.

Dopo aver misurato alcuni parametri come vento, temperatura e la salinità, Ulrich torna in laboratorio con 50 litri d’acqua. L’obiettivo, attraverso un sistema innovativo di filtraggio, è ridurre la concentrazione a un litro. I campioni saranno inviati ai vari partner del progetto per l’analisi.

Claudio Orlando Gualerzi, biologo molecolare all’università di Camerino, coordinatore del progetto Microaqua:
“Il progetto è nato come esigenza per far fronte all’emergenza acqua. Ogni anno ci sono piu di 150,000 decessi dovuti a malattie contratte direttamente o indirettamente a causa di patogeni e di tossine che contaminano l’acqua.

Il team di ricercatori ha sviluppato un microarray universale per individuare microbi come batteri, virus e cianobatteri. Il chip, grande quanto un piccolo francobollo, viene creato qui a Berlino con una macchina simile a una stampante a getto d’inchiostro.

Wilfried Weigel, chimico presso Scienion AG:
“Una tappa chiave nella preparazione di questo microchip di DNA è la stampa. Qui si possono stampare centinaia di puntini dal diametro inferiore a un millimetro”.

Il microchip individua i microrganismi riconoscendone le sequenze di RNA e di DNA. Usando dei bioindicatori, il biochip verifica anche la qualità dell’acqua, più velocemente rispetto ai metodi tradizionali.

Wilfried Weigel, chimico presso Scienion AG:
“Il grande vantaggio di questo metodo è che si ottiene una risposta in un tempo molto breve. Nel corso di una giornata possiamo determinare la presenza di circa 150 specie diverse. Il lasso di tempo è molto breve, abbiamo così una risposta molto rapida”.

Pierre Assémat, euronews:
“Soffermiamoci sulla qualità dell’acqua. Come vengono individuate e analizzate le tossine? E qual è il risultato?”

Ci spostiamo a Lugo, in Spagna. Qui gli scienziati hanno elaborato un metodo chiamato Luminex, per individuare le tossine, mettendole in contatto con anticorpi.

Amparo Alfonso Rancaño, biochimica all’università di Santiago di Compostela:
“Stiamo costruendo una mappa delle acque provenienti da diverse fonti, per studiare la presenza di tossine in diversi Paesi europei, e questo ci sembra molto importante. Ma non presuppone che l’acqua dei consumatori sia contaminata. Qui ci occupiamo dei laghi, dell’acqua prima che venga trattata per il consumo umano”.

www.microaqua.eu