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Iraq: i cristiani costretti a scappare

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Iraq: i cristiani costretti a scappare

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Il conflitto in Iraq sta avendo un effetto devastante sul multiculturalismo iracheno. L’avanzata delle milizie estremiste sunnite spinge alla fuga i cristiani, una delle più antiche comunità presenti sul suolo del paese.

Decine di migliaia di persone stanno scappando dalla pianura di Ninive per entrare nel Kurdistan. Un rifugiato ad Ankawa dice:

“Molti sperano di emigrare. Il futuro è incerto, soprattutto per noi cristiani, che siamo una minoranza. Non so proprio cosa ci riservi il futuro”.

Intere città si svuotano, come Karakosh, 50mila abitanti, quasi tutti cristiani e quasi tutti scappati nella zona di Ankawa e di Erbil.

Ano Jawhar Abdoka, responsabile locale per l’accoglienza dei cristiani spiega:

“L’unica zona sicura per i cristiani è quella sotto la giurisdizione del governo regionale curdo. Altre zone sono estremamente pericolose, molte violenze vengono perpetrate contro i cristiani in tutto l’Iraq, soprattutto nelle zone centrali e meridionali”.

Prima delle guerre del golfo i cristiani iracheni erano quasi un milione. Nel 2008 erano già meno della metà. Oggi sarebbero meno di 250mila, ma, visto l’esodo che sta avvenendo, non sono disponibili statistiche precise.

L’offensiva dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante sembra sempre di più assumere un carattere di pulizia etnica.