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Si aggrava lo sandalo delle intercettazioni in Polonia

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Si aggrava lo sandalo delle intercettazioni in Polonia

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Si fa sempre più concreta l’ipotesi di elezioni anticipate in Polonia, travolta dallo scandalo delle intercettazioni di esponenti di spicco del governo e di funzionari.

La rivista Wprost ha pubblicato nuovi stralci di conversazioni private che mettono in imbarazzo l’esecutivo di Varsavia, dopo quelle già pubblicate nei giorni scorsi.

Al centro della vicenda ci sono – tra gli altri – l’ex ministro delle Finanze Jacek Rostowski e il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski – figura chiave nella risposta europea alla crisi ucraina, oltre che tra i papabili per la guida della diplomazia europea.

“Il governo è sotto attacco da parte di un’organizzazione criminale – ha detto Sikorski -. Non sappiamo ancora chi vi sia dietro questa vicenda, non ne siamo certi ma è in corso un’indagine”.

L’opposizione ha chiesto le dimissioni del governo di centro-destra guidato da Donald Tusk, che – in occasione di una conferenza stampa a Danzica dove ha incontrato l’omologo spagnolo Mariano Rajoy – ha dichiarato:

“Non vi saranno conseguenze per i ministri il cui solo errore è quello di avere utilizzato un linguaggio volgare in una discussione privata. Questo tipo di reazione svuoterebbe la nostra vita politica non solo in Polonia, ma nel mondo intero”.

Nelle intercettazioni si parla anche di intercessioni da parte della banca centrale, di ottenere la testa di ministri, delle relazioni con gli Stati Uniti, e non in termini lusinghieri.