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La Grande Mela respira meglio

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Le nostre città si trovano ad affrontare sfide difficili sull’energia… e per New York la battaglia include anche inquinamento e fuliggine.

I fatti chiave dell’operazione “Calore pulito” di New York:

  • Gli oli combustibili numero 6 e numero 4 sono piú sporchi e sotto accusa
  • Circa 10.000 edifici di New York hanno utilizzato questi oli nel 2011
  • Nel luglio 2015 sarà vietato l’uso dell’olio numero 6; nel 2030 sarà vietato il numero 4
  • Le alternative includono metano, biodiesel e olio ad ultra-basso contenuto di zolfo
  • Tutte le nuove caldaie dovranno utilizzare uno dei combustibili più puliti scelti


Entro 20 anni un piano ecologico prevede che la città passi dall’olio combustibile pesante utilizzato per il riscaldamento a alternative più pulite, come il gas naturale.

Seamus Kearney, euronews: “Funzionari della sanità qui a New York stimano che ogni anno si possano salvare 800 vite solo migliorando la qualità dell’aria e sperano di evitare centinaia di ricoveri per asma, problemi respiratori e cardiovascolari.”

Diecimila edifici in città per decenni hanno utilizzato per riscaldare il tipo di gasolio piú pesante tra gli oli combustibili e hanno prodotto una quantità di smog superiore a quello prodotto dal traffico cittadino.

Nel 2011 una nuova legge ha deciso di eliminare questi oli, conosciuti come numero 6 e numero 4 e il 2030 è l’anno in cui sarà portata a termine l’operazione intesa all’uso di energie alternative, inclusi gas naturale e benzina verde.

Una delle proprietarie newyorkesi è la Columbia University, che ha deciso di convertire entro la fine di quest’anno oltre 80 edifici residenziali.

Frank Martino, direttore della Columbia University:
“Columbia e New York city sono equivalenti; siamo sempre stati parte dello stesso tessuto urbano. Essere leader su molti livelli, non solo nel campo dell’istruzione superiore, è sempre stato molto importante per noi.”

Per l’Università il gas rappresenta solo una delle possibili opportunità. Legalmente avrebbe potuto optare per qualcos’altro, ma alla fine questa è stata la decisione giusta.

Frank Martino: “Non solo dal punto di vista ambientale, visto che si tratta di un combustibile pulito che ridurrà le nostre emissioni di parecchio, ma anche dal punto di vista della manutenzione delle macchine e dell’edificio”.

La città, che sta contribuendo finanziariamente alla conversione, conferma che i risultati complessivi sono stati drammatici. L’anno scorso l’inquinamento atmosferico di New York è sceso al suo livello più basso da oltre 50 anni.

Alcuni esperti sostengono che il gas naturale sia l’alternativa piú logica, perché pulito, conveniente e abbondante. Ma, si tratta anche di affidabilità.

Dr. Barry Stevens, esperto di energie: “Significa semplicemente che l’energia si produce e si usa quando serve; non solo quando soffia il vento o quando splende il sole (24/7). Questo è il classico problema di alcune delle energie rinnovabili.”

Nonostante il dibattito sugli approvigionamenti di gas naturale, il suo uso a livello globale è in aumento e di questo passo continuerà a crescere.

Nel frattempo, lo Stato di New York sta valutando una moratoria su dieci anni per la realizzazione di nuovi impianti di gas naturale liquefatto, giá utilizzato su diversi veicoli. La città è già dotata di un numeroso parco autobus ibridi e a gas.