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Hong Kong, il referendum per la democrazia che fa arrabbiare la Cina

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Hong Kong, il referendum per la democrazia che fa arrabbiare la Cina

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Elezioni libere e trasparenza. Questo l’obiettivo del referendum organizzato a Hong Kong da Occupy Central, definito illegale dal governo cinese.

600.000 le persone ad aver votato in appena 3 giorni. Cifra destinata ad aumentare visto che il voto continuerà on line per un’altra settimana. Nonostante i problemi agli accessi a causa di continui attacchi hacker.

“Sono amareggiata. Tutti credevamo che l’autonomia di Hong Kong sarebbe stata rispettata. E anche che dopo tutti questi anni avremmo ottenuto il suffragio universale” ammette una cittadina di Hong Kong appena uscita dal seggio “Ma i controlli e la censura si fanno sempre più forti. Il Governo cinese, anzi, ha pubblicato un libro bianco dove ribadisce il suo potere su Hong Kong”.

Ex colonia britannica, Hong Kong è diventata nel 1997 una delle due regioni amministrative speciali della Repubblica popolare cinese. In base al principio uno stato, due sistemi, Hong Kong ha mantenuto l’indipendenza del sistema giudiziario, ma non il potere di eleggere il proprio governo regionale.