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Grecia-Cina: affari al Pireo, all'ombra della crisi

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Grecia-Cina: affari al Pireo, all'ombra della crisi

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L’onda lunga della crisi economica spinge la tigre cinese e la cenerentola greca a incontrarsi sulle banchine del Pireo.

Il primo ministro Li Keqiang e il suo omologo, padrone di casa, Samaras, gli ambasciatori del convergente interesse a un consolidamento dei rapporti commerciali fra i due paesi.

La messa in scena per la stampa assomiglia a poco più di un gioco con i trenini. Quelli che viaggiano sui vagoni sono però i container della cinese Cosco, che non nasconde ambizioni sul controllo del porto di Atene.

L’entusiasmo di Pechino per il Pireo è riassunto dallo stesso Li, che già lo vede come privilegiata porta per l’accesso in Europa di merci cinesi, che ormai viaggiano per l’ottanta per cento via mare.

Primo passo dell’avvicinamento fra Pechino e Atene è intanto stato, visite archeologiche a parte, la firma di accordi commerciali nel settore energetico, edilizio e dei trasporti marittimi, per oltre tre miliardi di euro. “Ma le prospettive di sviluppo sono ancora enormi – ha tenuto a precisare Samaras – soprattutto sul fronte occupazionale”.

“Per riportare la Grecia alla crescita il governo cerca partnership commerciali anche al di fuori dell’Unione Europea – conclude Stamatis Giannisis
, uno dei nostri corrispondenti -. E la Cina, con la sua fame di sbocchi sul mercato europeo, appare un partner promettente”.