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Autoprodursi ed essere felici. La musica secondo Asher Roth

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Autoprodursi ed essere felici. La musica secondo Asher Roth

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Cinque anni fa il rapper statunitense Asher Roth conquistò le classifiche con “Asleep in the Bread Aisle”, che arrivò a vendere 214.000 copie su iTunes.

Ad appena 23 anni il giovane artista di ha ottenuto un debutto eccezionale, ma poi è caduto in una specie di dimenticatoio. Incontrando problemi a pubblicare un nuovo disco con la sua casa discografica.

Da qui la scelta di realizzare il nuovo lavoro, Retrohash, in modo indipendente: “Quando lavori per una grande casa discografica ti trattano come un oggetto da prendere e poi buttare via. Ti dicono, sei nella top ten? Ma questo non ha senso. A me piacciono i lavori che si differenziano dal resto. Alcune delle mie canzoni possono essere delle hit”.

Il suo nuovo lavoro include dieci tracce ed ha visto la luce il 22 di aprile. Ritmi pop, più acustici e qualche interessante collaborazione di artisti emergenti come Major Myjah.

Continua Roth: “È stato come una sfida per me. Senza esaherare con lea musica. La mia relazione con le sette note è fortissima, emozionale e non volevo svilire questo rapporto in qualcosa fatto solo per guadgnare denaro”.

RetroHash è insomma rinnovamento a innovazione. Restando se stessi.