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''Ultimate Cell'': il futuro verde della mobilità

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''Ultimate Cell'': il futuro verde della mobilità

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Claudio Rocco, Euronews : “Siamo a Lisbona, davanti al celeberrimo Monastero de lo Jeronimos. I taxi che stiamo per vedere sembrano normali taxi della città. In realtà hanno qualcosa di molto speciale.” “Questo taxi ha un dispositivo che riduce il consumo di carburante. La riduzione è un litro ogni cento chilometri, a essere tagliate sono anche le emissione dei gas di scarico. Sono davvero molto felice, perché il dispositivo è insieme molto ecologico e consente di risparmiare carburante,’‘ spiega Manuel Trindade, conducente di taxi.

Il dispositivo, detto “Ultimate Cell”, viene prodotto da una piccola azienda portoghese che si chiama “Ultimate power”. È collegato al sistema elettrico della vettura e utilizza l’energia proveniente dalla batteria. Secondo i produttori c‘è una riduzione media del consumo fino al 30% e un taglio medio delle emissioni dei gas di scarico del 65%. Si adatta, inoltre, a quasi tutti i tipi di motori: diesel, benzina e gas.

In questo laboratorio viene prodotto e testato “Ultimate cell”. E funziona in questo modo. Il dispositivo produce idrogeno, attraverso l’elettrolisi, che separa le molecole di idrogeno e ossigeno presenti nella soluzione acquosa all’interno dell’unità.

L’idrogeno, poi, viene condotto nel motore attraverso il collettore di aspirazione. Entra nella camera di combustione del motore, insieme all’aria, e si mescola con il carburante. L’idrogeno lavora come un ottimizzatore di combustione riducendo il carburante necessario per la stessa prestazione .

Il professor Jose Tribolet dell’Istituto ‘‘Superior Tecnico’‘ di Lisbona ci spiega perché si risparmia carburante: ‘‘Grazie alla tecnologia utilizzata, a partire da queste piccole bolle di idrogeno iniettate nel collettore, la combustione che si verifica è molto più completa e l’automobile ha più potenza. La stessa quantità di carburante genera più forza motrice rispetto a prima, con un risparmio fino al 30% nei veicoli.’‘

Tutte le unità sono testate prima di andare sul mercato. Verificati tutti i collegamenti elettrici e la quantità di idrogeno prodotto. Se la luce è verde il dispositivo va bene. Per il professor Tribolet, in passato si sono inventate tecnologie con l’uso di idrogeno nelle vetture ma sempre come combustibile e mai come un ottimizzatore di combustione. “Questa tecnologia’‘, spiega il professor Tribolet, ‘‘si basa sull’idrogeno e nel corso degli anni è stata molto studiata, sono stati fatti molti tentativi! Ma sempre utilizzando l’idrogeno come combustibile. In questo caso l’idea è un altra ed è semplice. Non servono serbatoi pressurizzati, immagazzinare grandi quantità di idrogeno e grandi investimenti; questo è un piccolo investimento che fa il consumatore “.

“Ultimate cell” è stata installata anche in alcune imbarcazioni. Per queste servono molte unità, perché ogni dispositivo è per 2,3 litri di motore. Il fumo nero dal tubo di scarico è stato notevolmente ridotto. Considerevole il risparmio di carburante. Una barca di pescatori in media consuma 140 litri all’ora di gasolio. È stata registrata una riduzione del 20% del consumo, il pieno dura non 5 ma 6 giorni.

I camionisti sostengono che questo dispositivo renda il mezzo più agevole da guidare, con meno necessità di cambiare marcia, dal momento che ha più coppia motrice a basso regime di giri. Dall’inizio del 2014, più o meno 5000 unità sono state vendute al prezzo di circa 300 euro l’una. Ogni unità ha una durata di 70mila chilometri, poi deve essere ricaricata.

Meno consumo, meno emissioni, insomma un futuro promettente.