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Iraq. Jihadisti annunciano massacro 1.700 militari sciiti

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Iraq. Jihadisti annunciano massacro 1.700 militari sciiti

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Da sorprendente avanzata militare verso Baghdad a campagna di terrore. I ribelli jihadisti dello Stato Islamico in Iraq e nel Levante sostengono di aver giustiziato 1.700 soldati sciiti iracheni nella provincia di Tikrit, nel Nord del Paese.

Sebbene le cifre del massacro non siano verificabili, la diffusione delle immagini dell’esecuzione di militari a decine ha un effetto psicologico decisivo sulla reazione del governo di Baghdad, già travolto da un’iniziativa lampo da parte della ribellione jihadista che in pochi giorni a ridisegnato la carta dell’Iraq. Mosul, la seconda città del Paese, è stata la prima a cadere. I combattimenti hanno infuriato a Tikrit durante il fine settimana. E dello scontro tra gli jihadisti sunniti e l’esercito di Baghdad approfittano i militanti curdi che hanno preso il controllo della regione petrolifera di Kirkuk, oggetto di una lunga disputa territoriale.

Il governo del Premier Nuri Al-Maliki ha lanciato una controffensiva e parla di 279 terroristi uccisi nelle ultime 24 ore. Ma certo è che la ribellione ha travolto le autorità irachene che guardano al possibile appoggio degli Stati Uniti. Washington ha per ora annunciato l’incremento delle misure di sicurezza della sua ambasciata a Baghdad. Collocata nella ‘Green Zone’ della capitale, conta 5.500 persone. Intanto le autorità di Baghdad hanno avviato una campagna di arruolamento militare per affrontare la crisi.