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Iraq, chiamata alle armi per gli sciiti durante la preghiera

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Iraq, chiamata alle armi per gli sciiti durante la preghiera

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C‘è Baghdad da difendere dai jihadisti sunniti e per gli sciiti si prospetta una chiamata alle armi. Addirittura la preghiera del venerdì è stata occasione per sottolineare la gravità del momento.

Da Kerbala, città santa per gli sciiti, è intervenuto il rappresentante della massima autorità, il Grande ayatollah Ali al Sistani, affermando che chi è in grado di usare armi può unirsi volontariamente alle forze di sicurezza per combattere i terroristi.

Coloro che cadranno svolgendo questo compito “saranno martiri” ha affermato. A centinaia sono già stati uccisi, secondo le Nazioni Unite.

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Nel nord sono numerose le città conquistate dall’Isis. Solo Kirkuk resiste ancora, grazie all’intervento delle milizie curde. L’offensiva jihadista si trova ormai a poche decine di chilometri dalla Capitale.

Il governo iracheno ha annunciato di aver approntato “la rete di Baghdad”. Un piano per evitare che cada anch’essa in mano agli insorti che reclamano la creazione dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante.

Ma finora le forze armate si sono rivelate inadeguate. Numerosi soldati sono stati catturati dai guerriglieri jihadisti, nel corso della loro avanzata verso Baghdad.