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Il diritto all'oblìo su internet

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Il diritto all'oblìo su internet

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Stéphanie (da Bruxelles) chiede:

“In seguito a una recente sentenza della Corte di giustizia europea, Google permette ora agli europei di far valere il loro ‘diritto all’oblìo’ su internet. Cosa ne pensate?”

Risponde Albéric Guigou, co-fondatore dell’agenzia Reputation Squad, specializzata nella gestione della reputazione online:

“Google ha reagito molto rapidamente alla recente decisione della Corte di giustizia europea e ha messo online un modulo che tutti gli internauti possono compilare. Basta che segnalino ciò che vogliono cancellare, specificando chi sono e per quale ragione vogliono sopprimerlo.

Fin dai primi giorni ci sono state decine di migliaia di richieste di cancellazione di contenuti.
Una richiesta legittima di diritto all’oblìo, per noi, riguarderà solitamente un’usurpazione d’identità, la diffamazione, o elementi pornografici che siano stati messi su internet.

La decisione di Google di rendere disponibile online questo modulo (per la cancellazione) è il riconoscimento de facto dell’importanza del diritto all’oblìo, diritto che finora aveva negato.

Quindi è un vero passo avanti. Ora, in pratica, penso che, per loro, si tratti di gestire la comunicazione di crisi, perché non bisogna dimenticare che gli affari sono affari. Quindi Google applica questa misura per mostrare la sua buona volontà.Ma ciò non significa che abbia abbandonato l’intenzione di contestare la sentenza o di ottenerne un’interpretazione più ristretta.

Comunque sia, il modulo e la sua applicazione da un lato si applicano solo a Google: quindi il risultato della ricerca che vi crea problemi non scompare, il link non sparisce da internet, lo si potrà trovare con altri mezzi.

D’altra parte, si applica solo a Google in Europa: quindi se anziché utilizzare google.fr o google.de per la Germania, la gente usa un Google americano, messicano o altro, troverà tutte le informazioni che avete fatto sparire dal Google europeo. Quindi in un mondo sempre più globalizzato, questo risponde solo a una parte del problema.”

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