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Palestina, protesta in maglia e pallone contro le detenzioni senza accuse

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Palestina, protesta in maglia e pallone contro le detenzioni senza accuse

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Coi mondiali al via, dal 12 giugno gli occhi di tutto il mondo sono puntati sul calcio. Pur non disponendo di una squadra in Brasile, anche i palestinesi provano a usare il pallone per attirare l’attenzione sulle loro proteste.

Lo hanno fatto mercoledì fuori dal carcere di Ofer, in Cisgiordania, per supportare i detenuti in sciopero della fame, che chiedono la fine della pratica della “detenzione amministrativa”, senza capi di accusa. Ce ne sono circa 200 in tutto, detenuti senza essere imputati di alcunché.

Ma non mancano i problemi anche per chi il calcio lo pratica davvero.

“Chiediamo – ha detto il presidente della Fifa Joesph Blatter al congresso di San Paolo – al governo israeliano di facilitare le relazioni umane, quando si entra nel territorio palestinese per partite nazionali o internazionali”.

I giocatori palestinesi devono fronteggiare ogni volta serie limitazioni alla libertà di movimento.

Negata recentemente anche al segretario della federazione Mohammad Ammassi, che avrebbe voluto spostarsi da Gaza alla Cisgiordania, da lì in Giordania e poi in Brasile per partecipare al congresso Fifa.

Le autorità israeliane affermano che il dirigente non ha rispettato le procedure, non sottomettendo la richiesta almeno 10 giorni prima della data di partenza.