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OGM: nuove regole per scegliere di non coltivarli

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OGM: nuove regole per scegliere di non coltivarli

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Vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati in un paese europeo, o in una regione europea, dovrebbe diventare ben presto possibile legalmente, grazie ad un compromesso raggiunto a Lussemburgo dai ministri dell’ambiente europei dopo quattro anni di dibattito. L’autorizzazione per coltivare un ogm sarà data su scala europea, ma ogni paese potrà scegliere se chiamarsi fuori ed essere esonerato.

Spiega il Commissario per la Salute Tonio Borg: “Coloro che non vogliono coltivare gli ogm, possono in primo luogo chiedere un’esclusione geografica, grazie alla mediazione della Commissione con la società che ha presentato la richiesta di coltivazione. Altrimenti, hanno il diritto di chiamarsi fuori a determinate condizioni. Ma non hanno carta bianca”

Per non coltivare ogm, si possono evocare obiettivi di politica agricola, l’impatto sul territorio o ragioni socio-economiche.

Per Marco Contiero di Greenpeace, bisognava fare di piu’: “Il testo adottato ora non dà agli stati membri una solida base, perché le ragioni che si possono addurre sono molto vaghe. Sono specificamente legate al territorio e non possono essere evocate ragioni sanitarie o ambientali per giustificare il rifiuto delle coltivazioni in questi stati membri”

Sette paesi, tra cui la Germania, la Francia e l’Italia hanno già deciso di vietare le piantagioni di ogm. E’ in Spagna invece che si concentra la produzione del mais Mon810, l’unico ogm ad essere coltivato nell’Unione europea.

Spetterà ora alla presidenza italiana in autunno trovare un compromesso con il Parlamento europeo su un quadro legislativo chiaro, che protegga la salute dei cittadini. Il 76% degli italiani è contrario agli ogm nei campi.