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Iraq: la diplomazia internazionale impotente

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Iraq: la diplomazia internazionale impotente

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Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu decide di non decidere. La comunità internazionale tenta di correre ai ripari, ma la diplomazia segna il passo di fronte alla rapidità con cui cambiano gli eventi in Iraq. Per ora solo molte dichiarazioni di circostanza.

L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vitaly Churkin: “I membri del Consiglio di sicurezza esprimono il loro supporto unanime al governo e al popolo iracheno nella loro lotta al terrorismo. Noi condanniamo ogni attività estremista e ogni terrorismo, indipendentemente dalla loro motivazione”.

Da Mosca a Washington le parole e le dichiarazioni non si discostano di molto. Barack Obama, dall’interno dello studio ovale ha detto: “L’Iraq ha bisogno di aiuto. Deve avere molto più aiuto dalla comunità internazionale. Non escludo nulla perché dobbiamo essere certi che i jihadisti non si impiantino stabilmente in Iraq o in Siria”.

Dello stesso tenore il discorso del presidente Iraniano Hassan Rohani. Lo stato confinante è preoccupato dell’estremismo sunnita dei miliziani dell’Isis.

“Come governo della repubblica islamica dell’Iran non tolleremo la violenza che si sta sviluppando in Iraq. Annunciamo alle Nazioni Unite che combatteremo la violenza, l’estremismo e il terrorismo nella regione e dappertutto nel mondo.”

  • Area controlled by militants and current fighting

  • Main iraqi oil fields

    (source: www.eia.gov)

  • Area controlled by militants in Syria and Iraq