ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Donne emancipate e violenza in calo. L'Afghanistan secondo le autorità

Lettura in corso:

Donne emancipate e violenza in calo. L'Afghanistan secondo le autorità

Dimensioni di testo Aa Aa

Firma del patto di sicurezza con gli Stati Uniti entro una settimana dal voto, addestramento della polizia che procede nel migliore dei modi e presto anche un’accademia per agenti donne. E’ l’Afghanistan di cui ci parla il suo Ministro dell’interno, Mohammad Omar Daudzai, all’alba del secondo turno delle presidenziali, del 14 giugno.

Maria Sarsalari, euronews
“Il primo turno delle elezioni si è tenuto con successo e questo è in gran parte dovuto al fatto che la sicurezza è stata garantita al momento del voto. Si aspetta che il secondo turno si svolgerà nelle stesse condizioni? Sono state prese delle misure particolari?”.

Mohammad Omar Daudzai, Ministro degli interni afgano
“Il primo turno delle elezioni è stato un grande successo per tutti gli afgani e soprattutto per le forze di sicurezza del nostro paese, che sono riuscite a permettere, con eroismo, che il voto si svolgesse senza violenze. Ma si è trattato anche di una vittoria per la comunità internazionale. Il messaggio che questa tornata elettorale le ha inviato è che i 12 anni di impegno che ha profuso nel nostro paese non sono stati inutili. Faremo tesoro dell’esperienza di questo primo turno, nella speranza che ci aiuti a fare in modo che anche il secondo si svolga in tutta sicurezza e senza tensioni”.

euronews
“Si era vociferato della possibilità di aprire nuovi seggi per evitare il ripetersi di alcuni problemi registrati al primo turno. Sarà così?”.

Mohammad Omar Daudzai
“Stando a quanto affermato dalla Commissione elettorale, il numero dei seggi rimarrà lo stesso, mentre ad aumentare sarà quello delle cabine per il voto. Le misure di sicurezza non differiranno molto da quelle prese in occasione del primo turno. Il numero di agenti di polizia dispiegati all’ingresso dei seggi per garantire la sicurezza sarà però più importante”.

euronews
“Sempre a proposito di sicurezza, lei aveva manifestato l’intenzione di procedere all’addestramento delle forze di polizia. Come sta andando?”.

Mohammad Omar Daudzai
“Perché possa tornare a dedicarsi ai compiti che le sono propri – vale a dire la lotta al crimine e l’applicazione della legge – la nostra polizia necessita di un adeguato addestramento. E questo addestramento sta procedendo molto bene, sia da noi, che all’estero. Qui in Afghanistan abbiamo un’accademia di polizia, dei centri di addestramento nelle province e delle scuole di formazione. A Kabul c‘è poi il comando centrale delle forze di sicurezza preposto ai programmi di addestramento e, presto, grazie al sostegno di Europol, la prima accademia di polizia per donne aprirà nella provincia di Bamian”.

euronews
“Il previsto reclutamento di migliaia di agenti donne per garantire la sicurezza alle elezioni risponde alla volontà di incrementare la presenza femminile nelle forze dell’ordine o è un’iniziativa isolata del Ministero dell’interno?”.

Mohammad Omar Daudzai
“Una delle mie tre priorità, da quando otto mesi fa ho assunto questa funzione, è stata proprio quella di incrementare il numero delle donne a diversi livelli impiegate dal Ministero dell’interno. Per la prima volta, la guida del primo distretto della polizia di Kabul è stata affidata a una donna. Il numero due della sicurezza dell’aeroporto di Kabul è poi ancora una donna. E allo stesso tempo, abbiamo intenzione di accrescere ulteriormente il numero di donne a tutti i livelli gerarchici del Ministero dell’interno”.

euronews
“Spostiamoci ora al confine orientale del Paese, dove gli attacchi dal Pakistan si susseguono soprattutto nella provincia di Konar. Le autorità afgane hanno fatto la voce grossa. Cosa sta succedendo?”.

Mohammad Omar Daudzai
“Una delle ragioni di questi attacchi è da individuare nel fatto che i colloqui trilaterali tra Afghanistan, Pakistan e Nato termineranno quest’anno. Il Pakistan vorrebbe che a rimpiazzarli fossero negoziati bilaterali e non è quindi da escludere che questi attacchi siano volti ad aumentare la pressione sull’Afghanistan e guadagnare peso al tavolo dei negoziati. Si tratta ovviamente di una strategia sbagliata. Con i nostri vicini pakistani noi non vogliamo tensioni, ma pace e riconciliazione. Ci aspettiamo quindi che si rivolgano a noi con la stessa buona volontà e la stessa disposizione d’animo”.

euronews
“Perché l’Afghanistan ha rimandato la firma del patto sulla sicurezza con gli Stati Uniti? Qual è la ragione?”.

Mohammad Omar Daudzai
“Perché gli Stati Uniti non hanno potuto esercitare sufficienti pressioni sul Pakistan, per indurre i taleban a unirsi al tavolo dei negoziati. E’ per questo motivo che il nostro presidente ha detto: ‘Ok, lasciamo che a firmare sia il mio successore’. All’avvicinarsi delle elezioni, entrambi i candidati hanno però promesso che se fossero stati eletti avrebbero firmato il patto sulla sicurezza già nella loro prima settimana di lavoro. Sono quindi certo che gli Stati Uniti, l’Occidente e l’Europa non abbiano più nulla di cui preoccuparsi”.

euronews
“In base a una delle rivelazioni di Wikileaks, tutte le conversazioni telefoniche dei cittadini afgani sarebbero state spiate dagli Stati Uniti. Il governo afgano ha manifestato con fermezza il suo disappunto. Avete ottenuto una risposta ufficiale da parte delle autorità americane?”.

Mohammad Omar Daudzai
“Gli americani diranno quello che devono dire e saranno certo chiamati a spegarsi. Resta però il fatto che gli afgani sarebbero amareggiati se tutte le loro telefonate fossero davvero state spiate. Si tratterebbe di una chiara violazione della nostra costituzione”.

euronews
“I tre quarti dell’oppio mondiale provengono dall’Afghanistan e questo alimenta preoccupazioni su scala internazionale. Che cosa è stato fatto per riconvertire questo business, ormai diventato globale? C‘è qualche speranza?”.

Mohammd Omar Daudzai
“Questa è una vera piaga per gli afgani, che sono un popolo di coltivatori di papaveri da oppio. Terrorismo e commercio d’oppio si alimentano a vicenda. Gli introiti vanno nelle tasche dei taleban e così finiscono per riempire le loro casse e quelle del terrorismo. Siamo convinti che quando l’Aghanistan sarà pacificato e a prevalere sarà una pace duratura in tutto il Paese, anche questo problema sarà finalmente risolto”.