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Usa: stop a Cantor, il numero due del Congresso battuto dal Tea party in Virginia

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Usa: stop a Cantor, il numero due del Congresso battuto dal Tea party in Virginia

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Sarà il numero due dei repubblicani al Congresso ancora per pochi mesi Eric Cantor. E non perché, come molti pensavano, sia in predicato di prendere il posto dello speaker della Camera americana, John Boehner, ma perché le elezioni di metà mandato non lo vedranno protagonista nella sua Virginia.

Le primarie dei conservatori lo hanno visto sconfitto, a opera del semisconosciuto David Brat, rappresentante del Tea party, la corrente più oltranzista dei repubblicani, che trae nuova linfa dall’esito di questa consultazione.

Brat ha battuto Cantor con il 56% dei voti, contro il 44 per cento. Nonostante il secondo potesse contare su fondi molto più sostanziosi: oltre 1 milione di dollari contro 200.000.

“I dollari non votano, la gente lo fa” ha commentato il professore di economia, che in autunno sfiderà, in quello che è tradizionalmente un feudo repubblicano, il democratico Jack Trammell.

L’esito di questo voto non pone scossoni solo tra i Repubblicani, ma crea qualche grattacapo anche al presidente Barack Obama, del quale il Tea party rappresenta il più intransigente avversario. Con l’asse dell’elefantino spostato un po’ più a destra, il dialogo che si è costruito negli ultimi mesi rischia nuove battute d’arresto.