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Rifugiati Siria: Giordania lamenta mancanza appoggio internazionale

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Rifugiati Siria: Giordania lamenta mancanza appoggio internazionale

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Una cirisi umanitaria di proporzioni bibliche alla quale non si dedicano risorse adeguate. È la denuncia che arriva dal Primo Ministro della Giordania, uno dei Paesi più interessati dall’afflusso di rifugiati siriani in fuga da una guerra cominciata 3 anni fa e degenerata in un caos sempre più incontrollabile nel quale le popolazioni locali sono le prime vittime. Heinke Veit, responsabile dell’Unione Europea nel campo di Zaatari:

“La grande sfida in questa crisi è che non sappiamo quanto continuerà, non sappiamo che proporzioni potrà ancora assumere nè quanti rifugiati ci saranno. Ma tutte queste persone hanno bisogno di aiuto ed è molto complicato valutare i loro bisogni. Quel che è sicuro è che dobbiamo esserci per valutare la situazione e capire come possiamo aiutare al meglio le persone con i mezzi che abbiamo”.

Si calcola che oggi siano circa 1 milione e 300.000 i cittadini siriani che vivono sul suolo giordano; 600.000 di loro sono ufficialmente registrati come rifugiati, status che permette di ricevere aiuti e assistenza.

Il nostro inviato Charles Salamé: “È la più importante crisi umanitaria dei tempi moderni ma i Paesi confinanti con la Siria, in cui affluisce la maggior parte dei rifugiati che arrivano a migliaia, non ricevono aiuti proporzionati da parte della comunità internazionale. È quanto ci hanno potuto confermare i responsabili delle organizzazioni umanitarie che sono qui, in Giordania, nel campo profughi di Zaatari, in prima linea per aiutare i rifugiati”.