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Al via il processo per il naufragio del Sewol, il capitano accusato di omicidio

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Al via il processo per il naufragio del Sewol, il capitano accusato di omicidio

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Al via il processo per i quindici membri sopravvissuti dell’equipaggio del Sewol, il traghetto sudcoreano affondato lo scorso 16 aprile, con 476 persone a bordo, oltre 300 delle quali non riuscirono a salvarsi.

Atmosfera tesa e qualche spintone prima dell’ingresso nell’aula del tribunale di Gwangju.

Tra gli imputati, il capitano Lee Joon-seok e altri tre sono accusati di omicidio causato da negligenza. Reato per il quale in Corea del Sud è prevista ancora la pena di morte, anche se nessuna condanna capitale viene eseguita dal 1997.

Il comandante aveva abbandonato l’imbarcazione, mentre molti passeggeri erano ancora a bordo, chiusi nelle proprie cabine in attesa di ulteriori istruzioni.

Per gli altri 11 sotto processo le accuse sono meno gravi e riguardano violazioni della legge marittima.

Il Sewol, che trasportava un numero di passeggeri nettamente superiore al consentito, si rovesciò su un fianco in seguito a una brusca manovra condotta a velocità eccessiva, mentre viaggiava dal porto di Incheon verso l’isola meridionale di Jeju.

A bordo c’erano numerosi bambini e i loro insegnanti, tutti provenienti da una scuola di Ansan, a sud della capitale Seul.

Sull’armatore, latitante, Yoo Byung-eun, pende una taglia da 500 mila dollari. È accusato di non aver rispettato le norme di sicurezza. Ulteriori indagini hanno portato alla luce presunte evasioni fiscali e appropriazioni indebite.