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Ucraina, atteso alla prova dei fatti il neo-presidente Poroshenko

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Ucraina, atteso alla prova dei fatti il neo-presidente Poroshenko

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Appena si è profilata la sua vittoria alle elezioni presidenziali in Ucraina, Petro Poroshenko ha annunciato la propria agenda politica, mettendo al primo posto la ricerca di una soluzione alla crisi che sta spaccando il Paese.

“L’Ucraina è attualmente in uno stato di guerra, è vittima di un’aggressione – ha detto Poroshenko – Ogni notte, ci sono soldati ucraini che danno la vita per ripristinare lo stato di diritto, l’ordine e la pace nell’est del Paese. Come presidente, e anche come futuro comandante in capo delle forze armate, cercherò di fare del mio meglio per difendere il popolo ucraino, garantendo sicurezza e convivenza pacifica”.

Il “re del cioccolato”, secondo il soprannome che gli deriva dall’essere il primo produttore ucraino di dolciumi, è in politica da vent’anni. Ha sostenuto tanto i governi filo-occidentali quanto quelli filo-russi, in qualità di ministro degli Esteri e, più di recente, di ministro dell’Economia sotto l’ex presidente Viktor Yanukovich.

Durante la rivoluzione arancione del 2004, sostenne Viktor Yushenko, garantendosi un ruolo di primo piano nel successivo governo. L’esecutivo ebbe però vita breve, a causa delle divisioni politiche tra le due anime della rivoluzione, Yushenko e Yulia Tymoshenko.

Poroshenko ha anche appoggiato il movimento euro-Maidan che all’inizio dell’anno ha portato alla fuga del presidente Yanukovich, sostenuto da Mosca.

Nei suoi interventi, ha detto che intende combattere la corruzione nella politica e negli affari: un fenomeno talmente diffuso in Ucraina, che il Paese è agli ultimi posti nella lista redatta ogni anno da Transparency International.

Per dare il buon esempio, ha promesso di vendere le aziende che hanno fatto la sua fortuna imprenditoriale, a cominciare dall’impero del cioccolato Roshen. Ha destato non pochi dubbi, però, il suo rifiuto di liberarsi della tv di sua proprietà, canale 5. Una scelta duramente criticata dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che denuncia un potenziale conflitto di interessi tra l’imprenditore e il politico, proprio quando quest’ultimo sta per occupare la poltrona più importante del Paese.

Oltre a fronteggiare la crisi politico-militare, il nuovo Capo dello Stato dovrà anche mettere insieme una squadra di governo capace di stabilizzare l’economia.