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D-Day: breve faccia a faccia Obama-Putin

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D-Day: breve faccia a faccia Obama-Putin

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Appena 15 minuti di faccia a faccia fra Barack Obama e il suo omologo russo Vladimir Putin, a latere delle celebrazioni del D-Day, sufficienti però per parlare di de-escalation della crisi fra Mosca e Washington a causa della crisi ucraina.

Secondo l’americano tutto dipende dalla volontà di Putin di riconoscere Poroshenko come presidente legittimo dell’Ucraina e rispettare l’ntegrità territoriale del Paese. L’ipotesi è quella di un cessate-il-fuoco nei prossimi giorni. Il problema maggiore è che né Mosca né Washington vogliono perdere la faccia. E Putin lo ha fatto capire assai chiaramente: “Con Obama ci siamo seduti a tavola per qualche minuto”, ha detto Putin, “non posso dirvi in particolare di cosa si sia parlato, ma abbiamo discusso di molti punti fra cui lo stato dei rapporti commerciali. Auspico che il signor Poroshenko interrompa le operazioni belliche nell’est dell’Ucraina. Credo che abbia un piano a riguardo, ma non lo conosco chiedete a lui”.

L’incontro al castello di Bénouille era stato favorito dalla Merkel e da Hollande. Putin ha detto comunque che le discussioni con i leader occidentali sono state positive e che con Kiev, Mosca discuterà presto la questione del gas. Le celebrazioni del D-Day sono state il palcoscenico ideale di questo incontro. Ma se si sia trattato di vero disgelo lo diranno i prossimi giorni e settimane.