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D-day: a 101 anni il colonnello Côté ritorna in Normandia

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D-day: a 101 anni il colonnello Côté ritorna in Normandia

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I morti erano dovunque, le truppe avanzavano con fatica, ma questo non impedì agli inglesi di rispettare la pausa del té. Era il 6 giugno 1944.

I ricordi drammatici dello sbarco in Normandia del colonnello, Ernest , si mescolano a scene di vita immortalate nella memoria del soldato canadese.

Nato nel 1913, all’età di 101 anni, Ernest non ha voluto mancare alle celebrazioni del 70esimo anniversario dello sbarco che cambiò la storia dell’Occidente.

“Lo sbarco dei canadesi iniziò intorno alle 8, penso – ricorda il colonnello – Andò bene, a parte i morti che spuntavano a destra e a sinistra naturalmente”.

Un particolare sconosciuto ai più: nel bel mezzo delle operazioni, i soldati britannici si concessero una pausa: “Un gruppo di soldati britannici si era raccolto sulla rampa della banchina per bere una tazza di tè – aggiunge Côté – Mi rivolsi al loro capitano e dissi: quando avrete finito, portiamo via i morti al più presto possibile,perché non è buono per il morale delle truppe che arrivano”.

L’avanzata delle truppe alleate, una volta concluso lo sbarco fu rallentata dalle grandi distanze.

Da responsabile della logistica, il colonnello Côté ebbe un’idea semplice, ma fondamentale: “Inizialmente, dovevamo raggiungere un obiettivo distante 8 km, ma la fanteria a piedi non riusciva ad arrivare così lontano – ricorda – Quindi, la quarta spedizione fu equipaggiata di un centinaio di biciclette pieghevoli per raggiungere la meta”.

I ricordi del colonnello non riguardano solo la battaglia. Non ha mai dimenticato i volti delle persone che rividero la libertà: “I canadesi sono stati i primi a fare prigionieri tra i tedeschi. Siamo stati viziati dagli abitanti della Normandia che ci hanno offerto liquori e tutto il resto – prosegue il colonnello – Erano felici di vederci, nonostante il fatto che avessero perso donne, case e bambini. Hanno sofferto tanto, ma oggi sono tornati alla prosperità. Questa prosperità deriva dall’essere stati liberati dal giogo nazista”.

Ernest Côté compì i suoi 31 anni sulle spiagge della Normandia, con lui sbarcarono 130mila soldati alleati, uno su quattro non tornò più a casa, così come almeno 50mila soldati tedeschi: “Porto il ricordo di chi, purtroppo, ha perso la vita – conclude – Ma cosa vuoi farci? La libertà ha un prezzo e bisogna venire a vedere queste croci tutte il fila per capire il sacrificio che queste persone hanno fatto per la libertà”.

“In questa tranquilla campagna della Normandia, il cimitero canadese Beny Reviers è luogo di memoria estremamente emozionante – conclude l’inviata di euronews in Normandia, Laurence Alexandrowicz – più di 2.000 uomini sono sepolti qui. Il più giovane aveva appena 16 anni”.