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Egitto: le sfide di Al Sisi, neo presidente a tre anni dalla rivoluzione

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Egitto: le sfide di Al Sisi, neo presidente a tre anni dalla rivoluzione

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Migliaia di persone sono tornate a riempire, martedì, piazza Tahrir, simbolo della rivolta contro Hosni Mubarak in Egitto. Stavolta per festeggiare la proclamazione della vittoria schiacciante di Abdel Fattah Al Sisi alle presidenziali.

L’ex capo dell’esercito, 59 anni, ha raccolto il 97% dei voti, ma l’affluenza è stata inferiore al 50%. Un dato che stride con l’obiettivo iniziale di Al Sisi, portare alle urne l’80%dell’elettorato.

Il compito più importante per il nuovo presidente è risollevare la terza economia del mondo arabo. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato nel primo trimestre dell’anno, al 13,4%. Più di due terzi dei senza lavoro sono giovani. Inoltre, circa un quarto della popolazione vive sotto la soglia della povertà, con meno di due dollari al giorno.

Nonostante il flusso di denaro proveniente dagli Stati del Golfo e dagli Stati Uniti, l’economia egiziana resta fiacca. Soffre persino il settore turistico, uno dei pilastri dell’economia egiziana visto che genera oltre l’11% del pil.

C‘è anche il problema dei frequenti blackout, dovuti all’aumento del consumo di elettricità, l’8% l’anno, alla crescita della popolazione e alle carenze di combustibile. A questo si aggiungono la produzione domestica statica, la mancanza di investimenti e la scarsa manutenzione peggiorata dall’instabilità politica.

Al Sisi, che si è presentato come il garante dell’ordine, sa che dovrà lavorare duro. Anche perché dovrà far fronte ai suoi oppositori – quasi la metà del Paese – che continuano a sostenere Mohamed Morsi, il primo presidente liberamente eletto in Egitto deposto dall’esercito lo scorso luglio.

Ma un fattore può facilitare il compito del nuovo capo dello Stato, la voglia di stabilità di molti egiziani, dopo tre anni di disordini e di cambiamenti politici. Libertà e giustizia sociale erano le richieste dei manifestanti di piazza Tahrir all’inizio della Rivoluzione. Finora nessuno li ha garantiti loro.