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Ungheria, governo all'attacco dei media con una tassa sulla pubblicità

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Ungheria, governo all'attacco dei media con una tassa sulla pubblicità

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L’ombra del premier Viktor Orban, accusato di derive autoritarie, si staglia sulle tv commerciali ungheresi. Un parlamentare del partito di governo ha presentato un disegno di legge per introdurre un’imposta sulle entrate pubblicitarie.

Un tentativo di ridurre al silenzio il dissenso, dicono i principali operatori di settore, i quali hanno già annunciato per questo giovedì 15 minuti di interruzione delle trasmissioni in segno di protesta.

La tassa (che, stando al promotore della bozza, verrà presto estesa alla pubblicità sui social network e i motori di ricerca) sarà strutturata secondo un’aliquota progressiva in base alle entrate.

Casualmente l’unica a rientrare nello scaglione più alto, che dovrà pagare il ben 40% di tasse sulla pubblicità, è RTL, emittente campione di ascolti davanti a TV2, di recente acquistata da personaggi vicini al partito di Orban.

“Non è la prima volta che emerge l’idea di una tassa sulla pubblicità, ma, in precedenza, non se n’era fatto nulla”, spiega la nostra corrispondente.

“Le entrate previste non avranno grandi effetti sul bilancio, ma colpiranno soprattutto la più grande emittente commerciale. La stessa nella quale, in precedenza, aziende vicine al governo avevano cercato senza successo di acquisire quote”.