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Siria, seggi aperti: cronaca di una vittoria annunciata

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Siria, seggi aperti: cronaca di una vittoria annunciata

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Siria al voto per le elezioni presidenziali in quella che si prefigura come la cronaca di una vittoria annunciata. Bashar al Assad sembra avviato verso una riconferma del suo potere per altri sette anni nel Paese dilaniato da tre anni di conflitto civile. In 15 milioni sono chiamati alle urne, secondo il ministero dell’Interno. Si vota solo nelle zone controllate dal regime, esclusi le regioni in mano ai ribelli e tre milioni di rifugiati nei Paesi vicini: per l’opposizione siriana è una ‘‘farsa’‘, per gli Stati Uniti è ‘‘una parodia della democrazia’‘.

Assad può contare su un ampio consenso: “Chiedo al mio candidato di riportare la sicurezza e la pace in Siria’‘, dice Motaz Haqi alle urne a Damasco. “La cosa importante’‘, gli fa eco Sami Al-Qadir, un altro elettore, ‘‘è che queste elezioni ripristino la sicurezza e la stabilità nel Paese e combattano i mercenari che sono arrivati qui.’‘

Per la prima volta in corsa ci sono altri due candidati. Ma le tante manifestazioni a favore di Assad non lasciano molte incertezze. Ci sarà “una partecipazione massiccia” al voto: ne è sicuro il premier Wael al Halaqi che parla già di “giornata storica.”