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Obama in Europa, tra politica del disimpegno militare e memoria del D-Day

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Obama in Europa, tra politica del disimpegno militare e memoria del D-Day

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Varsavia, Bruxelles, Omaha Beach. Comincia oggi il tour di 4 giorni in Europa che metterà Barack Obama nella difficile posizione di commemorare lo sbarco in Normandia e il sacrificio americano durante la Seconda Guerra Mondiale e sostenere allo stesso tempo lo stop alle avventure militari pronunciato la settimana scorsa. Alcuni partner europei pretenderebbero che Obama avesse battuto più forte i pugni sul tavolo della crisi russo-ucraina. E secondo alcuni osservatori ancora oggi resta difficile definire la sua politica estera.

“Stiamo ancora cercando di capire quale sia la politica estera del Presidente Obama” spiega Heather Conley, del Center for Strategic & International Studies. “E questo a 6 anni dall’inizio della sua presidenza. Le sue politiche vengono definite per non essere quelle del suo predecessore, cosa sottolineata molto chiaramente nel suo discorso sulla guerra ai cadetti di West Point. Ma poi bisogna dichiarare che cosa si fa e da che parte si sta”.

Il passaggio che Obama dovrà percorrere in Europa, tra memoria storica e cronaca contemporanea, sarà reso ancora più infido dalla presenza venerdì in Normandia per le celebrazioni del 70esimo anniversario dello sbarco, del Presidente russo Vladimir Putin, con il quale non è previsto un incontro bilaterale.

Il nostro corrispondente a Washington Stefan Grobe: “Settant’anni dopo il D-Day non è ancora chiaro se l’America sia ancora pronta a pagare il prezzo estremo della libertà. La neonata dottrina Obama punta a mantenere il Paese fuori dai conflitti. Ora il Presidente dovrà difendere la sua posizione sulle spiagge dello sbarco in Normandia”.