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Thailandia. Sfida ai golpisti

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Thailandia. Sfida ai golpisti

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I thailandesi stanno sfidando il divieto di assembramento promulgato dalla giunta militare che ha preso il potere il 22 maggio.

Malgrado il dispiegamento di 6mila poliziotti nella capitale Bangkok, i manifestanti anti-golpe sono risoluti a scendere in piazza.

Si riconoscono fra loro con un segno della mano (tre dita allungate, due ripiegate) che sembra preso in prestito dalla saga Hunger games:

“Questo gesto significa che siamo contro il colpo di stato. Vogliamo la democrazia, non vogliamo essere governati dai militari” spiega un dimostrante.

Un altro modo di sfidare la giunta è quello di radunarsi in luoghi pubblici in piccoli gruppi. Le nuove norme impediscono riunioni di più di cinque persone. Ecco dunque uno dei tanti sit-in animati da quattro manifestanti.

La monarchia, l’autorità più rispettata del paese, ha riconosciuto il governo dei militari, ma la contestazione si diffonde.