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Turchia. Un anno fa Gezy park. Oggi sfida al divieto di manifestare

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Turchia. Un anno fa Gezy park. Oggi sfida al divieto di manifestare

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Un anno fa la rivolta di Gezy park, a Istanbul, faceva tremare il governo turco. Per due mesi un movimento composto essenzialmente da giovani, si opponeva dapprima alla distruzione di un parco minacciato da un progetto immobiliare, radicalizzandosi però poi in una protesta contro la cappa sociale imposta dai nazionalisti islamici al potere.

Oggi piazza Taksim è blindata e, in teoria, ogni assembramento è vietato. Sono stati mobilitati 25mila agenti anti sommosa per impedire la manifestazione lanciata sui social media.

L’accusa al governo, oggi, è quella di violare l’articolo 34 della costituzione che grantisce la libertà d’espressione.

Dall’anno scorso il premier Recep Tayyip Erdogan ha dovuto affrontare una contestazione ancora più estesa, visti i diversi scandali per corruzione che hanno toccato la cerchia ristretta dei suoi collaboratori, e le proteste per la museruola imposta al web.

Ma il primo ministro ha vinto le elezioni amministrative e dunque si sente legittimato a non invertire la tendenza.

Il prossimo obiettivo sono le presidenziali di agosto.