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Turchia: un anno dopo è di nuovo battaglia in piazza Taksim

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Turchia: un anno dopo è di nuovo battaglia in piazza Taksim

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Il pugno di ferro del premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha trasformato il primo anniversario della rivolta di Gezi Park in una nuova giornata di violenza.

La Piattaforma Taksim aveva invitato a manifestare pacificamente a Istanbul e in molte altre città del Paese per ricordare gli otto manifestanti uccisi durante le proteste del 2013 per più libertà e democrazia.

La reazione della polizia – così come aveva avvertito il capo del governo – è stata violenta. Più di 25mila agenti, appoggiati da 50 blindati, hanno circondato il parco per impedire qualsiasi manifestazione.

Il bilancio destinato a crescere è di oltre 100 arresti nella sola Istanbul, almeno 20 ad Ankara. L’agenzia di Stato non fornisce il numero preciso delle decine di persone rimaste ferite negli scontri.

“Se andrete lì – aveva detto qualche ora prima Recep Tayyp Erdogan – le forze di sicurezza hanno ricevuto istruzione di stroncare le manifestazioni e faranno ciò che devono dalla A alla Z”.

La crisi di Gezi Park ha appannato l’immagine internazionale del governo turco. In patria, però, nonostante lo scandalo tangenti, Erdogan ha stravinto le amministrative e dovrebbe essere candidato alle presidenziali.