ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Tutti i ponti di Sarajevo

Lettura in corso:

Tutti i ponti di Sarajevo

Dimensioni di testo Aa Aa

Nell’alveo della selezione ufficiale del Festival di Cannes ma in una sezione speciale è stato presentato il film “Les Ponts de Sarajevo” (I Ponti di Sarajevo) opera collettiva che imbastisce 13 cortometraggi girati da altrettanti registi europei.

Jean-Michel Frodon, ex giornalista di Le Monde è il direttore artistico del progetto.

Jean-Michel FRODON, direttore artistico:
“ Ad ognuno di loro abbiamo dato un solo autentico limite: la durata che era fra i 6 e gli 8 minuti per ogni film ed anche una dotazione finanziaria che era analoga per tutti. All’interno di questi paletti avevano totale libertà nel proporre idee di film che dovevano essere dedicati alla città di Sarajevo nel XX secolo, diciamo fra il 1914 e il 2014.”

Oltre a registi d’alto bordo come Jean-Luc Godard o Cristi Puiu, questo collage cinematografico da spazio ad autori europei emergenti. Spicca la regista Aida Begic, la sola cineasta bosniaca del film, l’abbiamo incontrata.

Aida Begic, regista: “Sarajevo resta sempre una specie di paradigma, uno specchio per l’Europa che riflette tutto il buono e il marcio che si trovano a Sarajevo. Siamo in una specie di crogiuolo di diverse culture, di diverse religioni con una sua unicità, una mentalità specifica perchè abbiamo costruito qualcosa dall’est, qualcos’altro dall’ovest, un po’ di eredità comunista…siamo in una complessità di elementi ed è per questo che siamo un po’ il cuore dell’Europa”.

Ogni regista si è ritagliato un’epoca nella storia recente di Sarajevo e molti hanno scelto gli anni 90, l’assedio di Sarajevo come la svizzera Ursula Meier…

Ursula Meier, regista:
“E’ una guerra che mi ha profondamente segnato. Stavo studiando cinematografia all’epoca e c’era una guerra alle nostre porte. Stavo imparando a girare un film e c’era una guerra poco lontano. Fra queste due cose c‘è stato qualcosa che mi ha segnata, ricevevamo immagini, reportage, fotografie…erano immagini profondamente legate ai cecchini, abbiamo tutti questa immagine in testa”.

Il giovane cineasta serbo Vladimir Perisic ha ripreso la testimonianza di Gavrilo Princip, l’assassino di Franz-Ferdinand, per metterla in bocca ai giovani anarchici di oggi nostalgici della ex Jugoslavia.

Vladimir Perisic, regista:
“ Credo che stia prendenod piede l’idea della rinascita della Yugoslavia che appare un po’ come l’idea panamericana di Simon Bolivar in America del sud. Quel che accade col passaggio dal socialismo al capitalismo nei Balcani è la presenza di un capitalismo violento, solo in Bosnia c‘è un tasso di disoccupazione del 28%”.

Questi 13 cortometraggi sono anche una visione polifonica di Sarajevo e in filigrana dell’Europa contemporanea. Per legare insieme il film il disegnatore belga François Schuiten ha realizzato una animazione che illustra i “ponti di Sarajevo”. Il film sarà sul grande schermo in Francia dal 28 giugno.