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Il D-Day, "il giorno più lungo": soldati e testimoni raccontano

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Il D-Day, "il giorno più lungo": soldati e testimoni raccontano

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Fu la missione per liberare l’Europa occupata. 70 anni dopo il ricordo è ancora vivo in coloro che hanno partecipato alla preparazione del D-day, nelle migliaia di soldati alleati che sono sbarcati in Normandia via aria o via mare.

Sergio Moirano, soldato Usa, Spiaggia di Utah: “Non sapevo dove stessi andando, solo che la destinazione era l’Europa, eravamo migliaia, la nave era piena”. Il racconto di chi c’era è un misto di orgoglio e timore:

Leslie Garreth, veterano britannico: “Tutto ciò che avevamo era un messaggio da parte di Eisenhower e dell’ammiraglio Ramsey, ed è tutto documentato: “Pregate perché stiamo vivendo una grande avventura e stiamo per liberare l’Europa e conto su di voi perché facciate il vostro dovere”, ci ha detto”.

Alle 6 e 30 del mattino, il 6 giugno 1944, il primo contingente alleato è sbarcato sulle coste della Normandia. L’operazione “Overlord”, “Signore supremo” è cominciata. Utah, Omaha, Gold Juno and Sword, sono tutti nomi in codice per evitare soffiate sulla logistica della più grande invasione a sorpresa della storia bellica moderna.

Sulle spiagge da Utah a Sword ma soprattutto Omaha, tanti soldati sono caduti, alcuni anche prima di toccare terra, uccisi dalle pallottole o annegati.

Frank Rosier, veterano britannico: “Prima di sbarcare sulla spiaggia non avevo mai visto una persona morta nella mia vita. Quando siamo sbarcati e c’erano tutti quei cadaveri, eravamo nel secondo contingente, è stato orribile. Mi sono come fermato per alcuni secondi, ero senza fiato, era orribile”.

Bonus: voices of D-Day