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Cannes a quattro zampe. La "Palma canina" dell'ungherese "White God"

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Cannes a quattro zampe. La "Palma canina" dell'ungherese "White God"

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Con la bombetta o il farfallino. Relegati gli umani al ruolo di comprimari, per un giorno a Cannes i protagonisti sono stati loro: tirati per le feste – e pettinati da star – i cani-attori hanno rubato la vedette agli attori-cani per ricevere l’osso più ambito della Croisette: quello per la migliore interpretazione canina del festival, andata ai fratelli Body e Luke, protagonisti dell’ungherese “White God”.

“Sono molto contento che abbiano preso questo premio – ha commentato a Cannes il regista Kornel Mundruczo -, ma riceverlo prima che il film arrivi in sala ha un grande significato anche per me. Lo considero una forma di riconoscimento per quello che questi cani fanno sul set, sono come degli attori umani”.

Odissea urbana di una tredicenne alla ricerca del cane che il padre l’aveva costretta ad abbandonare per le vie di Budapest, il film evoca fin dal titolo il celebre “White Dog” del 1982. Come nel cult di Samuel Fuller, storia di un cane addestrato ad attaccare i neri, il regista Kornel Mundruczo impregna la sua storia di rimandi a una società dominata dal sopruso e dall’oppressione delle minoranze.

“Il melodramma e la storia di questa bambina che vuole ritrovare il suo cane – dice Mundruczo – è una metafora della condizione delle minoranze e di tutti coloro che si trovano schiacciati dal potere”.

All’ombra del glamour a quattro zampe, a Cannes “White God” ha ottenuto anche il premio della sezione “Un certain regard”. Dal Roxy di Godard al fido bulldog di Yves Saint Laurent nel film dedicato alla stilista, in molti assicurano però che la vera lotta a coltello è stata quella per assicurarsi la “palma canina”.