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Tensione massima e intimidazioni in Ucraina orientale

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Tensione massima e intimidazioni in Ucraina orientale

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Diversi problemi nelle operazioni di voto, soprattutto all’est del Paese. La maggior parte dei seggi della regione di Donetsk, dove diverse settimane fa era stata autoproclamata la Repubblica Democratica di Donetsk, sono stati chiusi dai filo-russi poco dopo la loro apertura. Numerosi gli atti d’intimidazione nei confronti di chi vota.

Donetsk è di fatto sotto il controllo di circa 400 uomini armati del battaglione Vost

Dice un cittadino: “Questi uomini ci proteggono dalla giunta di Kiev, dai nazionalisti. Non vogliamo gente di Kiev qui, sono venuti di loro volontà. Noi diciamo loro che vadano a casa”.

In queste stesse ore il premier russo Dmitri Medvedev è in Crimea. Una visita vissuta da Kiev come una provocazione in controtendenza a quanto affermato da Vladimir Putin che ha detto che rispetterà l’esito delle urne.

Qualcuno però non ha paura di votare poer il presidente ucraino: “Noi viviamo qui dovremo restare chiusi in casa? E chi si occuperà di ottenere un futuro migliore per i nostri figli?”

“Tutto questo mentre la commissione elettorale distrettuale è presidiata da ingenti forze armate per evitare attacchi come quelli che si sono verficati in questi giorni”, afferma il nostro corrispondente.