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Ucraina al voto, nell'Est nuovi morti negli scontri

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Ucraina al voto, nell'Est nuovi morti negli scontri

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L’Ucraina va al voto per scegliere il nuovo presidente: a Kiev tutto è pronto per accogliere gli elettori, il favorito d’obbligo per guidare l’Ucraina del post-Maidan è Petro Poroshenko, il re del cioccolato. Filo-occidentale ma molto pragmatico, dicono, vorrebbe avvicinarsi all’Europa ma anche ricucire con la Russia. La Russia però ha occupato la Crimea, e anche nelle regioni orientali non è facile capire quanti possano davvero votare:

“Gli abitanti della Crimea e delle regioni orientali che per qualunque ragione non siano in grado di votare, e quali siano le ragioni lo sappiamo tutti, hanno la possibilità di rivolgersi alle autorità elettorali per modificare il seggio e votare in un qualunque altro luogo, a loro scelta”, precisa il direttore della commissione elettorale di Kiev. È una legge ad hoc, varata dal governo facente funzioni.

Perché mentre a Kiev si ponevano sui tavoli le urne trasparenti, a Donetsk le si distruggevano.

“Non abbiamo bisogno di queste elezioni, noi abbiamo la nostra repubblica. Non siamo pronti per le elezioni, e quello che sta facendo Kiev non conta per noi”, dice una secessionista.

I due terzi dei seggi nelle regioni di Donetsk e Lugansk sono sotto controllo dei secessionisti. Ieri si sono registrati almeno nove morti in scontri con i paramilitari filo-Kiev, il cui leader, un candidato minore alle presidenziali, ha poi rivendicato l’uccisione di un leader secessionista locale.