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Champions: Real-Atletico, due stili a confronto

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Champions: Real-Atletico, due stili a confronto

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Il club più ricco del mondo per introiti si avvia a disputare la 13a finale della sua storia, la prima dal 2002.

Oramai è diventata l’ossessione del suo presidente, Florentino Perez, quella che a Madrid, sponda Real, definiscono “la decima”.

Ovvio il riferimento alla Champions n. 10, che Ancelotti e compagnia, pur privi di Xabi Alonso, proveranno a portare a casa propria, incrementando il salone dei trofei del Bernabeu.

“L’Atletico inoltre cercherà di attaccare – dice il tecnico italiano -, deve dimostrare la sua qualità offensiva con la quale può confrontarci. Il Real Madrid, d’altro canto, può combattere altrettanto bene, tuttavia abbiamo bisogno di mettere in campo tutte le potenzialità che abbiamo”.

Di contro, però, un Atletico fresco vincitore della Liga, una macchina da guerra mirabilmente forgiata da Diego Simeone, con pochi “spiccioli” rispetto agli standard europei e, soprattutto, rispetto ai rivali di giornata.

Basti pensare che il solo Bale, pagato 100 milioni di euro, è costato molto più di tutta la squadra biancorossa (circa 70 i milioni spesi).

I 13 giocatori che hanno già preso parte ad una finale europea negli ultimi anni, tuttavia, producono un moderato ottimismo.

“Si tratta di una delle migliori squadre del mondo – afferma invece Simeone, riferendosi agli avversari -, è al top, ecco chi affronteremo. A parte il fatto che abbiamo vinto il campionato, giocheremo con umiltà, sapendo che avremo di fronte un’ottima squadra”.

Real, dunque, per la conferma. Atletico per la storia.

Magari, con un pensiero al defunto Luis Aragonés, protagonista dell’unica finale di Champions dei “colchoneros”, persa a Bruxelles nel maggio del ’74.