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Cina. Allarme terrorismo islamico

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Cina. Allarme terrorismo islamico

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Le autorità cinesi sono sempre più preoccupate, dopo l’attentato che ieri ha provocato almeno 31 morti a Urumqi, nella regione nord-occidentale dello Xinjiang.

Cinque kamikaze in azione contemporaneamente con relative autobomba: sono inedite, per il paese, le modalità dell’azione, per quantità di mezzi impiegati e per qualità nel coordinamento.

Secondo Pechino, i fatti degli ultimi tre mesi mostrano ormai chiaramente che la Cina potrebbe diventare un nuovo sottobosco del terrorismo fondamentalista islamico.

Terreno di coltura, la minoranza musulmana uigura dello Xinjiang. Fertilizzante, i siti internet internazionali che fanno proselitismo per la Guerra santa.

Il ministro dell’interno Guo Sheng Kun si è recato a visitare alcuni degli oltre 90 feriti che ancora si trovano ricoverati negli ospedali di Urumqi.

Dall’inizio dell’anno, l’ondata di attentati nel nord-ovest della Cina ha provocato non meno di 180 vittime.

Per il governo i responsabili si sono formati combattendo all’estero. Il loro obiettivo sarebbe quello di destabilizzare il paese.