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McDonald's, proteste per l'aumento del salario minimo


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McDonald's, proteste per l'aumento del salario minimo

“Queste paghe sono da fame”. Si sono presentati in migliaia alla cosiddetta “università dell’hamburger” (il centro di formazione nello stato americano dell’Illinois) per manifestare contro McDonald’s. Un centinaio sono stati arrestati.

Non si ferma l’ondata di proteste partita nel 2012 e culminata il 15 maggio con scioperi e interruzione delle operazioni in tutto il pianeta. Data scelta non a caso dal movimento dei dipendenti di fast-food statunitensi: 15 come i dollari di paga oraria che chiedono.

L’ultima protesta è arrivata alla vigilia dell’assemblea del gruppo: all’ordine del giorno anche i compensi del numero uno Don Thompson e degli altri manager.

Ma stavolta potrebbe non finire come settimana scorsa, quando gli azionisti hanno detto “No” alle superpaghe per i capi di un’altra catena, Chipotle Mexican Grill.

L’ondata di indignazione, sostenuta da studi che parlano di un rapporto di 1000 a 1 tra lo stipendio dei manager e quelli dei dipendenti, potrebbe favorire la campagna del presidente Obama, che da mesi sta spingendo per un aumento del salario minimo a 10 dollari dagli attuali 7,75.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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