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Gli indesiderati. Viaggio tra gli immigrati clandestini, tra sud e nord Europa.

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Gli indesiderati. Viaggio tra gli immigrati clandestini, tra sud e nord Europa.

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Guerre e crisi economiche spingono migliaia di persone a sfidare la morte per raggiungere l’Europa. L’Italia è in prima linea. Ma come gestire l’immigrazione clandestina? La questione divide il sud dal nord dell’Europa.

Il nostro viaggio nella galassia immigrazione inizia dall’estrema frontiera meridionale dell’Europa.

Una nave della marina militare italiana ha appena attraccato al porto di Pozzallo, nel sud della Sicilia, con il suo carico umano.

A bordo 362 immigrati clandestini. Sono di varia nazionalità, vengono dalla Siria, dal mali, dall’africa subsahariana, dal Pakistan. Tra di loro, 5 donne incinta e 48 bambini.

La nave Libra che li ha soccorsi fa parte di Mare Nostrum, l’operazione italiana avviata l’anno scorso per prevenire nuovi drammi, dopo la morte di oltre 300 persone ad ottobre vicino Lampedusa.

Spiega Catia Pellegrino, prima donna comandante della marina militare italiana, al timone del pattugliatore Libra: “Li abbiamo intercettati a circa 70 miglia da Lampedusa. Questi soccorsi sono avvenuti con mare non cosi’ calmo. In questi giorni ci sono parecchi interventi in corso”.

Quattro scafisti sono stati arrestati, tre tunisini e un siriano. Dopo le prime foto per la sucessiva identificazione, gli immigrati sono portati nel centro di prima accoglienza di Pozzallo, vicino Ragusa.

Da gennaio in Sicilia sono sbarcati oltre 25.000 immigrati, un aumento dell’ 800% rispetto all’anno scorso.

In via eccezionale le nostre telecamere entrano nel centro di prima accoglienza, un centro che potrebbe ospitare 180 persone ma ne riceve sempre piu’ del doppio.

Spesso restano mesi a causa della saturazione degli altri centri.

Molto elevati i costi, sottolinea Luigi Ammatuna. Il sindaco di Pozzallo vorrebbe piu’ mezzi e una maggiore suddivisione del lavoro, con altri centri.

“Costa la presenza delle cooperative, della protezione civile, il vestiario che gli diamo, il vitto che ci costa 15 euro al giorno per ogni persona”.

Questi clandestini sono partiti dalla Libia, pagando agli scafisti un alto prezzo, cira 1000 euro a testa. Molti denunciano l’instabilità e le aggressioni della milizia in Libia contro gli stranieri.

Ci dice questo ragazzo del Mali: “Anche se stai solo camminando per strada, ti attccano, ti violentano, rubano i tuoi soldi, anche la polizia ti arresta senza motivo. Ho ferite fatte dai libici”.

Numerosi in questo sbarco i siriani, intere famiglie con bambini piccoli. Perché rischiare la morte nel mediterraneo? “Le nostre case sono state distrutte, molti dei nostri familiari sono morti durante la guerra” – dice una donna siriana.

“Dobbiamo emigrare soprattutto per preservare la vita dei nostri figli. E’ l’essenziale” -sottolinea una altra siriana.

Dimenticare la guerra, ma non solo. Per molti l’Europa resta una chimera, dove sperare un futuro migliore, cosa si aspettano e dove vogliono andare? Un ragazzo di sedici anni della Costa d’avorio ci ha raccontato una terribile traversata del deserto del Sahara, con un obiettivo: “Voglio studiare francese, è molto importante per me.”

“Voglio andare in Germania, Danimarca, Svezia, l’Europa è bella- ci dice un altro ragazzo marocchino. “ E’ meglio dell’Africa”.

Nessuno tra gli immigrati con cui abbiamo parlato vuole restare in Italia. Il sindaco di Pozzallo critica le attuali regole europee che obbligano i clandestini a chiedere asilo nel primo paese in cui arrivano, molti – dice-scappano da questi centri per raggiungere la loro meta.

Luigi Ammatuna, sindaco di Pozzallo: “Mi pare estremamente sbagliato. Il fatto che molti sappiano che se identificati in Italia, debbano rimanere in Italia, li costringe ad una fuga prima dell’identificazione”.

Margherita Sforza, euronews: “Gli sbarchi sono un’emergenza continua in Sicilia. Non c‘è solo Lampedusa. Il governo italiano ne farà una priorità del semestre di presidenza europeo ed ora reclama la solidarietà dei paesi del nord Europa”.