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Francia. Vigilia Europee tra euroscetticismo e incognita astensione

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Francia. Vigilia Europee tra euroscetticismo e incognita astensione

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Euroscetticismo, scarsa popolarità dei socialisti al potere, e divisioni interne nella destra. Questo il clima in Francia alla vigilia delle europee, tra indecisi dell’ultimo momento e chi invece ha già le idee ben chiare. Prima tra tutte quella di andare ai seggi.

“È un dovere andare a votare, dice questo parigino. Abbiamo il diritto di voto perchè siamo in democrazia. Ma attenzione. Perchè si potrebbe anche perdere la democrazia.

“Tutto ciò che porta ad un’apertura dell’Europa, dichiara una signora, a un’apertura verso il mondo, è un fatto significativo. Ecco perché penso sia importante votare.”

Chi crede nell’Europa e chi invece pensa che, voto o non voto, non cambierà nulla. Punto forte della campagna per il boicottaggio delle elezioni.

“Questa volta non ho intenzione di andare a votare, dice quest’altra parigina. Perché tanto non servirà. C‘è troppa disoccupazione in giro. C‘è una crisi finanziaria impressionante, e nessuno ha fatto abbastanza per risolvere i problemi qui in Francia ma anche nel resto d’Europa. Siamo stufi e non vogliamo votare più.”

Intanto secondo gli ultimi sondaggi il Front National di Marine LePen è favorito, davanti all’UMP secondo e al Partito socialista soltanto terzo. Sondaggi che fanno riflettere Bruxelles.

“Se gli euro-scettici dovessero prendere molti voti, fa notare Anne Houtman, Direttore della Rappresentanza della Commissione Europea a Parigi, spero solo che questo serva a far riflettere sulle responsabilità e su ciò che rappresenta l’Europa.”

Infine altra grande incognita l’astensionismo. Secondo diversi politologi, potrebbe raggiungere punte record in Francia: addirittura il 60%.