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Ucraina, timori per la regolarità del voto nell'est

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Ucraina, timori per la regolarità del voto nell'est

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Manca ormai meno di una settimana alle elezioni presidenziali ucraine, che si terranno domenica 25. La difficile situazione nell’est del Paese fa crescere i timori sulle reali possibilità che il voto possa essere esercitato regolarmente anche nelle regioni orientali.

“Ho sentito – ha affermato Ivan Simonovic, assistente del segretario generale Onu per i diritti umani – la paura di Donestk. È diffusa e non riguarda solo le sfide per la sicurezza, ma anche la criminalità comune”.

Eppure è proprio da un pacifico esito delle urne che la diplomazia internazionale pensa si debba ripartire per garantire la pace nel Paese.

“È un’opportunità importante – sostiene il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen – per tentare di trovare una via pacifica per tenere l’Ucraina unita. Ogni tentativo di ritardare o danneggiare le elezioni equivarrebbe a negare il diritto di scelta agli ucraini”.

Ma per Mosca è a Kiev che tocca fare la prima mossa per disinnescare i pericoli nell’est dell’Ucraina.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, sostiene che “ovviamente il primo passo sarebbe quello di cessare le azioni militari e i rappresentanti dell’Osce in Ucraina, che si trovano vicini alle zone degli scontri, potrebbero prendere l’iniziativa e agire come mediatori per discutere i passi necessari per placare la situazione”.

Ma ritirare l’esercito significherebbe lasciare campo libero ai filorussi, che in queste ore sono accusati di intimidazioni, violenze e rapimenti nei confronti di commissioni elettorali locali.

Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Deschytsia, afferma che la Russia ha disposto esercitazioni nelle aree di confine proprio il 25 di maggio, che “non aiutano a stabilizzare la situazione”.