ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La Bulgaria riparte grazie all'industria dei ricambi per auto

Lettura in corso:

La Bulgaria riparte grazie all'industria dei ricambi per auto

Dimensioni di testo Aa Aa

Benvenuti in Bulgaria, la terra che vuole lasciarsi nello specchietto retrovisore l’eredità economica fallimentare del comunismo.

Perso il treno delle delocalizzazioni dell’industria dell’auto nell’est Europa, durante gli anni ’90, il Paese si sta rifacendo grazie ad un boom della componentistica.

Sono decine i fornitori di ricambi delle grandi case che hanno scelto di investire qui, tra cui Great Wall Motor, prima compagnia cinese ad aprire una fabbrica in Europa.

“In Bulgaria il carico fiscale per le aziende è tra i più bassi di tutta l’Unione Europea”, spiegano dall’agenzia governativa che si occupa di attrarre aziende straniere.

“In più, abbiamo la legge per la promozione degli investimenti. Le aziende che si certificano con noi possono ottenere benefici ancora maggiori, ad esempio i rimborsi per la previdenza sociale”, conclude Kostadin Djatev, vicedirettore dell’agenzia.

Non solo: grazie ad un costo della manodopera che è tra i più bassi del continente (circa 3,40 euro all’ora per dipendente, contro una media dell’Unione Europea che si attesta a 24,60) la Bulgaria punta a fare concorrenza ai Paesi della prima ondata di delocalizzazioni, dove invece gli oneri stanno salendo.

Nonostante l’apporto di una consolidata tradizione ingegneristica, però, i problemi all’orizzonte non mancano.

Innanzitutto, la scarsa qualità del sistema educativo, che spesso sforna personale non adeguato. In secondo luogo, una burocrazia eccessiva che non agevola l’apertura di nuovi siti produttivi sul territorio. Infine, nonostante la posizione geografica favorevole, una rete autostradale ancora molto povera.