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Il Portogallo esce ufficialmente dal piano di salvataggio

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Il Portogallo esce ufficialmente dal piano di salvataggio

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Il Portogallo volta pagina e diventa il secondo Paese europeo dopo l’Irlanda a uscire ufficialmente dal piano di salvataggio, ma per dire addio all’austerità occorrerà forse attendere ancora un po’.

Dopo tre anni di rigore imposto dal prestito di 78 miliardi di euro della troika, la bancarotta è stata schivata. A iniziare dalla disoccupazione e da un’economia non certo brillante, però, la guardia deve restare alta.

Lo ha spiegato anche il Presidente portoghese Anibal Cavaco Silva nel corso di una visita ufficiale in Cina e a Macao: “I portoghesi hanno dimostrato un grande senso di responsabilità – ha detto -, ma la conclusione del salvataggio non significa che le condizioni rigorose cui il Portogallo è soggetto siano finite”.

In occasione dell’addio al piano di aiuti internazionale il governo conservatore si è riunito in via straordinaria per approvare una strategia economica di medio termine: “Il programma di riforme è basato su tre pilastri – ha detto il Segretario di Stato che sovrintende l’agenzia creata per monitorare e controllare l’implementazione delle riforme Carlos Moedas – : competitività, capitale umano, disoccupazione e riforma dello Stato”.

In tante occasioni i cittadini sono scesi in piazza per contestare le misure di austerità, fortemente criticate dall’opposizione che ora accusa il governo di essersi riunito in via straordinaria per fare propaganda elettorale in vista dell’imminente voto europeo.