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A Bruxelles il dibattito tra i candidati alla presidenza della Commissione

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A Bruxelles il dibattito tra i candidati alla presidenza della Commissione

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Dal lavoro all’immigrazione fino alla crisi ucraina è andato in scena il dibattito televisivo tra i cinque candidati alla presidenza della Commissione europea. Ormai mancano meno di dieci giorni all’appuntamento elettorale europeo.

“Nei Paesi con il tasso di disoccupazione più elevato, le piccole e medie imprese non hanno accesso al credito – ha detto Martin Schulz, candidato dei socialisti e democratici -. Le banche ottengono denaro dalla BCE con un tasso di interesse allo 0.25% e non investono nell’economia reale. Stanno di nuovo speculando”.

Teatro del confronto, la sede del Parlamento di Bruxelles. Stavolta era presente anche il candidato della Sinistra Unitaria Alexis Tsipras: “Se vogliamo uscire da questa crisi – ha detto – dobbiamo investire in sviluppo e coesione sociale, dobbiamo finirla con l’austerità”.

Il candidato liberale Guy Verhofstadt ha difeso la disciplina di bilancio e affermato che i problemi della Grecia sono dovuti a una cattiva politica.

Ma a Bruxelles si è parlato anche di altro: “Se sigliamo un accordo di libero commercio con gli Stati Uniti, ogni famiglia guadagnerà 545 euro in più – ha detto il candidato del PPE Jean Claude Juncker -. Sono a favore di un salario minimo in Grecia e in tutta l’Europa”.

Applausi per la candidata verde Ska Keller quando ha criticato il comportamento delle banche.

La speranza ora è che il dibattito serva a convincere gli elettori europei ad andare a votare e che chi sceglierà il Presidente della Commissione tenga conto dell’esito del voto.