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Turchia, i toni "morbidi" di Gul non placano le proteste

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Turchia, i toni "morbidi" di Gul non placano le proteste

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Il presidente turco Abdullah Gul ha espresso le sue condoglianze ai famigliari delle vittime della tragedia mineraria di Soma, nel corso di una visita nella cittadina della Turchia occidentale, ma non è riuscito a sfuggire alle polemiche che da giorni investono il governo di Ankara a causa delle condizioni di lavoro nelle miniere del Paese.

Le famiglie dei minatori deceduti, 282 secondo un bilancio ancora provvisorio e certamente destinato ad aumentare, vogliono conoscere il perché di una strage che pareva annunciata e che ha portato alcuni sindacati a proclamare una giornata di sciopero.

“Dobbiamo capire come i Paesi più sviluppati siano riusciti a minimizzare questi disastri, tanto da averli pressoché eliminati – ha detto Gul – dovremo rivedere ancora una volta le nostre norme, le regolamentazioni e adottare ogni possibile precauzione”.

Toni ben più duri aveva utilizzato ieri il primo ministro, il cui arrivo a Soma era stato accolto dalle proteste della folla. Erdogan si era limitato a dire che tragedie come questa succedono ovunque, ma il suo partito è sotto pressione per aver bocciato la creazione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla sicurezza delle miniere di Soma.

E ad aggravare la posizione del premier, l’immagine circolata sui social network di un suo consigliere personale, immortalato mentre prende a calci un manifestante a terra, già immobilizzato da due militari. Una scena che rischia di inasprire un conflitto mai veramente sopito in Turchia, nonostante il recente successo elettorale del partito di governo.