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Qatar annuncia riforme del lavoro in vista dei Mondiali 2022

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Qatar annuncia riforme del lavoro in vista dei Mondiali 2022

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Il 2022 sembra lontano. Ma per un Paese come il Qatar cercare di cambiare l’immagine di un mondo del lavoro con regole che sfiorano lo schiavismo è vitale in vista dei campionati del mondo. L’Emirato ha annunciato una serie di riforme, in particolare riguardo la possibilità di movimento per i lavoratori stranieri, modificando il controverso sistema della “kafala” ora in vigore secondo il quale un dipendente può lasciare il Qatar solo con il permesso del suo datore.

“Queste modifiche assicurano la flessibilità per il lavoratore che può passare da un datore di lavoro all’altro con un contratto che inoltre permette di lasciare il Paese. E la legge aumenterà le sanzioni per quei datori di lavoro che negheranno ai loro dipendenti il diritto di tenere il proprio passaporto” ha detto Mohammed Al Ateeq, rappresentante del Ministero dell’Interno.

Un primo passo che, a dispetto delle affermazioni ufficiali, difficilmente sarebbe arrivato al di fuori della vetrina dei mondiali.

Ali Alkhulaifi, rappresentante del Ministero del Lavoro e delle questioni sociali: “Ovviamente non stiamo agendo sulla spinta delle pressioni, ma come sempre lavoriamo per far progredire i diritti dei lavoratori” ha detto. “Credo di poter dire che abbiamo una legislazione solida abbastanza da poter proteggere questi diritti sia per quanto riguarda i mondiali sia per qualunque altro progetto”.

Secondo un rapporto della Confederazione Internazionale dei Sindacati circa 4.000 operai potranno perdere la vita sui cantieri dei Mondiali da qui al 2022.

La nostra corrispondente in Qatar Maha Barada: “Quando questa riforma sarà entrata in vigore il Qatar avrà eliminato l’oggetto della maggior parte delle critiche sollevate dalle organizzazioni per la tutela dei diritti dell’uomo per quanto riguarda la situazione dei lavoratori stranieri in generale. E in molti qui lo interpretano come un cambiamento storico che potrà modificare radicalmente il rapporto tra datore di lavoro e dipendente”.