ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Venti di sabbia

Lettura in corso:

Venti di sabbia

Dimensioni di testo Aa Aa

Come avrete sicuramente sperimentato anche voi qualche volta la sabbia cade nelle nostre città. E’ la sabbia del Sahara che giunge da centimaia di km di distanza.

La polvere sahariana s’innalza nel corso di tempeste che la portano in alto per poi scaricarla sull’Europa, in vaste aree dell’Europa meridionale.
Non è solo un problema di pulizia ma causa anche disturbi respiratori.

In piu’ ci sono gli eventuali problemi causati alle centrali solari, cioè i nuovi impianti per trattare energia rinnovabile e pulita. Qui in una centrale solare di Tolone, nel sud della Francia la grande insolazione viene trasformata in energia elettrica. Il progetto europeo MACC (Monitoring Atmospheric Composition and Climate) avverte i manager delle centrali con quanta frequenza potranno verificarsi ricadute di sabbia e in futuro dovrebbe poter fornire previsioni a 5 giorni sull’impatto che la sabbia avrà sulla centrale. Per esempio se è prevista una tempesta di sabbia, le complesse operazioni per avviare la centrale vengono cancellate. Peraltro la cronologia dell’insolazione in una data area è cruciale per decidere l’ubicazione delle future centrali solari.

FLORENT CASSAR, RESPONSABILE SOLAR ENERGY DIVISION, CNIM (CONSTRUCTIONS INDUSTRIELLES DE LA MEDITERRANEE):
« Quel che vediamo sugli specchi è la polvere che viene dal deserto. E’ un elemento deleterio per il nostro impianto perchè diminuisce la portata dell’insolazione entrante che viene a impattare col nostro sistema. Sapendo con qualche giorno dell’arrivo di una tempesta possiamo stoccare l’eccedenza di energia al fine di poter continuare a girare a regime anche nei giorni di tempesta. Lo stoccaggio avviene grazie all’acqua presurizzata e cioè grazie a grandi bidoni che raccolgono acqua ad alta pressione e ad alta temperatura. Quando si vuole recuperare l’energia si adopera il vapore di questi palloni per generare elettricità ».

Ma come si possono prevedere le bizze della polvere del deserto? Qui presso l’università di Sophia Antipolis (presso Nizza) i ricercatori di Transvalor – azienda specializzata nell’energia solare – misurano la quantità d’irraggiamento che raggiunge il suolo. In questa stanza grandi schermi seguono i movimenti del deserto controllati dai satelliti poi, adoperando modelli matematici ed algoritmi forniti dalla rete del progetto MACC ,si predicono i movimenti della sabbia del deserto.

ETIENNE WEY, GENERAL MANAGER DI TRANSVALOR:
« Oggi i modelli delle previsioni meteo sono molto avanzati e consentono di predire se la sabbia del deserto si è alzata in cielo e se il vento portandola in altitudine la condurrà in Europa come notiamo qui. Questi modelli sono numerici e sono gestiti da grandi computer che rimandano la trasparenza dell’atmosfera perchè piu’ c‘è sabbia e meno c‘è trasparenza in cielo e informano anche sul come questa sabbia si sposterà nel tempo di 3, 4 o 5 giorni».

L’energia solare sta diventando sempre piu’ una fonte importante di energia rinnovabile e la sabbia del deserto è un serio problema che investe la produttività delle centrali solari, oscura il sole e sporca gli specchi.

Conoscere bene le dinamiche delle tempeste di sabbia consentirà di migliorare la tecnica delle centrali e di gestire meglio quelle già esistenti.